Andrea Valigi

Andrea Valigi

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Biologo Nutrizionista - Agronomo
Mindful Eating Training Teacher

Photos from Andrea Valigi's post 26/09/2026

Oggi con Norsan, Francesco De Seta, Renata Alleva e Laura Pennazzi ci siamo confrontati sulla ed in particolare ho parlato dell'alimentazione e dell'integrazione nell'attività fisica post che non può essere vista come un tabù ma piuttosto come un aspetto essenziale per prendersi cura di salute e benessere in questa importante fase della vita al femminile

18/09/2026

Nell'ultimo video parlavo a chi mi conosce già. Oggi mi presento a chi non mi conosce.
Sono Andrea Valigi, nutrizionista sportivo e olistico — ma prima ancora agronomo. Ho vissuto e lavorato dentro la filiera agroalimentare per vent'anni, con un dottorato sulla qualità dei prodotti animali, prima di laurearmi in Scienze dell'Alimentazione.
Da lì due strade parallele: quella sportiva, con atleti di élite, nazionale giovanile FIGC e Monza Calcio in Serie A; e quella olistica.
Il punto di forza non è una delle due — è unirle: sapere come si coltiva e come si trasforma nel modo migliore ciò che mangiamo. È questo che voglio portarvi nei prossimi video.
Diteci nei commenti: quali argomenti volete che tratti per primi?

14/09/2026

Questo è il panorama che mi godo in questi giorni alla tenuta San Settimio, ad Arcevia. Grano, mais, sorgo, oliveti, melograni: colori diversi, colture diverse.
Ma quello che non si vede in una foto è la parte più importante — la comunità dietro. Agricoltori, artigiani, ristoratori: sono loro che hanno reso grande l'agroalimentare e il turismo alimentare italiano.
È questa l'agricoltura da sostenere. Non quella della grande industria.
La prossima volta che fai la spesa, scegli il negozio di prossimità invece della grande distribuzione. Non stai solo comprando cibo — stai scegliendo quale agricoltura sopravvive.

11/09/2026

Per anni ho evitato di fare video. Non per pigrizia — per scelta: non volevo aggiungere rumore a un settore che ne ha già troppo.
Da oggi cambio approccio, ma non registro. Niente copione, niente post-produzione — solo sottotitoli. Parlerò di quello che leggo, di quello che succede, con lo stesso filtro con cui leggo tutto il resto: quello che non si accontenta della prima spiegazione.
Cosa ne pensi? Dimmelo nei commenti.

13/02/2026

𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶 𝘃𝘀 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Oltre 100 cuochi dell'Alleanza Slow Food propongono piatti con legumi locali (7-15 febbraio) 🫘
E qui c'è un punto fondamentale che vale la pena approfondire.
𝗜𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗰𝗼 non è solo chi "cucina proteine vegetali". 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶.

Quando uno chef prepara la jota triestina con il fagiolo di San Quirino, non sta semplicemente "aggiungendo legumi alla dieta". 𝗦𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗻𝗱𝗼:

🥔 Una varietà locale a rischio estinzione
🫘 Una ricetta tradizionale territoriale
🚜 Il legame con un produttore specifico
🍳 Un sapere culinario tramandato

Il nutrizionismo vede "porzione proteica vegetale". Io vedo un alimento completo inserito in un contesto culturale.

E infatti l'articolo lo sottolinea: i cuochi "𝘀𝘁𝗿𝗶𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶" e "𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝗰'𝗲̀ 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼" 💡

Non comprano "legumi secchi certificati bio" dal fornitore industriale. Scelgono quella specifica varietà da quel produttore locale che lotta contro cinghiali e crisi climatica per preservare un ecotipo.

Questo è anti-riduzionismo applicato.

La somma (proteine + carboidrati + fibre) non fa il totale. Il totale include: storia culturale, storia colturale, sapere contadino, competenza del cuoco, memoria gastronomica.

𝗜 𝟰𝟬+ 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶̀𝗱𝗶 𝗦𝗹𝗼𝘄 𝗙𝗼𝗼𝗱 sui legumi non proteggono "fonti proteiche alternative". 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶.

Quando scegliete legumi, privilegiate varietà locali o prodotti industriali generici? 🫘

https://www.rfr.bz/fa72998

12/02/2026

Ecco lungo articolo per dirci che la tradizione culinaria italiana è "una bugia di successo" 🇮🇹

Ammettiamo che tecnicamente abbiano ragione, cosa della quale dubito, che la carbonara è del 1952 e la pizza moderna è americana.
Facciamo lo sforzo di ammettere che sia tutto vero.

Facciamo bene attenzione al salto logico, che serve al Quadrumvirato, che è dietro questo tipo di contenuti:
"Siccome le RICETTE codificate sono recenti, allora tutta la tradizione è finzione nazionalista e quindi non ha senso difendere nulla"
Guardate bene il trucco: confondono RICETTA con CULTURA ALIMENTARE.
Sì, la ricetta precisa della carbonara è del '52. Ma prima gli italiani non mangiavano certo cibo industriale.
Mangiavano: uova VERE (non ovoprodotto), guanciale VERO (non bacon bits), pecorino VERO (non cagliata ricostituita).
La ricetta può essere recente. Ma la differenza tra ALIMENTO e PRODOTTO ALIMENTARE INDUSTRIALE non è "costruzione culturale". È 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮. È 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 vs somma di molecole.

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗲𝘀𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝘀𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝗿𝘃𝗶:
"Se tutto è invenzione recente, se anche la pizza è americana, allora perché rompere con l'ananas sulla pizza? Perché non il formaggio vegan? Perché non la carne coltivata? Tanto è tutta finzione."

🚫 NO!

La differenza tra mozzarella fatta con latte vero e mozzarella fatta con cagliata congelata + additivi non è "gastronazionalismo".

𝗘̀ 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶.

Il fatto che tuo nonno non facesse "la carbonara codificata" non significa che mangiasse peggio di te che compri il kit per carbonara al supermercato.

Anzi. 𝗠𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝘃𝗮 𝗠𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘂𝘀𝗮𝘃𝗮 𝗔𝗟𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶.

𝗦𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗹𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗶 𝗿𝗮𝗺𝗶 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶.

Nella vostra esperienza: notate differenza tra "cucinare con alimenti veri" (anche senza ricetta precisa) e "assemblare prodotti industriali" (anche seguendo ricette famose)?

Ecco cosa mangiano gli atleti alle Olimpiadi di Milano Cortina: tutti pazzi per la cucina italiana 11/02/2026

𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶 𝗼𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗰𝗶 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘇𝘇𝗮, 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮, 𝗴𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶, 𝗹𝗮𝘀𝗮𝗴𝗻𝗲. 🍝🍕

Non è marketing. Sono i 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶: oltre 3 milioni di pasti, 450 kg di pasta al giorno solo a Milano, 3000 uova, pizzoccheri valtellinesi, canederli di Cortina, risotto alla milanese, polenta con formaggi e funghi.

𝗟𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼, quelle che devono spingere il corpo umano al limite assoluto, 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻𝗻𝗶. 🧀

Certo, c'è la supervisione dei nutrizionisti. Guardate cosa hanno scelto come base: 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶, non prodotti alimentari industriali.

Niente polveri proteiche come piatto principale.
Niente meal replacement hi-tech.
Niente barrette fortificate a colazione, pranzo e cena.

𝗠𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀se. 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝘂𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮. 𝗖𝗶𝗯𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼.

L'industria del nutrizionismo sportivo ci vuole convincere che senza integrazione estrema non si performa. Gli olimpionici dimostrano il contrario: con pasta, pizza e risotto si va benissimo. Anzi, si va alle Olimpiadi. 🏔️

𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲. Gli alimenti non sono collezioni di molecole da ottimizzare. Sono matrici che funzionano proprio perché sono complesse, non ridotte.

𝗟'𝗮𝘃𝗲𝘃𝗼 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘃𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗖 𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮. 𝗢𝗿𝗮 𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗢𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗱𝗶.

Voi nella vostra esperienza sportiva, cosa ha funzionato meglio: cibo vero o prodotti tecnologici?

Ecco cosa mangiano gli atleti alle Olimpiadi di Milano Cortina: tutti pazzi per la cucina italiana Scopri come i pasti studiati dai nutrizionisti sostengono le performance olimpiche, in pista, nel dietro le quinte e... sugli spalti

Ultra-processed foods should be treated more like ci******es than food – study 10/02/2026

𝗚𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗮𝗿𝗲𝘁𝘁𝗲 🚬
Non lo dico io. Lo dice uno studio pubblicato sul Milbank Quarterly (2026) da ricercatori di tre università americane: 𝗛𝗮𝗿𝘃𝗮𝗿𝗱, 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝗼𝗳 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗶𝗴𝗮𝗻 𝗲 𝗗𝘂𝗸𝗲.

Il titolo? "Gli UPF hanno più in comune con le si*****te che con frutta o verdura."
Perché?

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 per creare dipendenza e massimizzare il consumo.
Ottimizzano ingredienti e "dosi" per stimolare i circuiti cerebrali della ricompensa.
Soddisfano tutti i benchmark scientifici per le sostanze addittive.

E il marketing? Identico al tabacco negli anni '50.

Le scritte "low fat" o "sugar free" sono il nuovo "filtro protettivo" delle si*****te: 𝗵𝗲𝗮𝗹𝘁𝗵 𝘄𝗮𝘀𝗵𝗶𝗻𝗴 𝗽𝘂𝗿𝗼.
𝗣𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝗴𝗮𝗻𝗻𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲 che rallenta la regolamentazione mentre ti fa sentire "sano" 💊

Una paziente del team di ricerca racconta: "Prima ero dipendente dalle si*****te. Ora è la stessa cosa, ma con bibite gassate e ciambelle. So che mi fa male. Voglio smettere. Ma non riesco."

La proposta dei ricercatori?

𝗧𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝗨𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗣𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝗯𝗮𝗰𝗰𝗼: contenziosi legali, restrizioni al marketing, interventi strutturali. Spostare la responsabilità dall'individuo all'industria.
Il Quadrumvirato all'opera, come sempre.

𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 📢

Qual è stato il primo prodotto industriale che avete eliminato dalla vostra alimentazione?

Ultra-processed foods should be treated more like ci******es than food – study UPFs are made to encourage addiction and consumption and should be regulated like to***co, say researchers

La dieta a sorpresa, c'è la carne che (senza esagerare) allunga la vita 09/02/2026

𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗼 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲? 🤷‍♂️
Dipende da cosa intendete per "carne di maiale".
Un recente studio della South Dakota State University (pubblicato su Current Developments in Nutrition, 2026) ha messo a confronto una dieta con carne di maiale "minimamente lavorata" e una con legumi.
Durata: 8 settimane.
Età del campione: 35-65 anni.
Elementi presi in esame: Biomarcatori dell'invecchiamento cognitivo e fisico.

𝗥𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 - 𝗘𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗯𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗲:
Migliorano sensibilità all'insulina ✅
Riducono colesterolo totale ✅
Portano a perdita di peso ✅

MA 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗶. I legumi da soli non ci riescono.

Ora, attenzione al dettaglio che cambia tutto:
La carne era arrostita al girarrosto con SOLO olio d'oliva e sale. Basta. Zero additivi. Zero conservanti. 𝗭𝗲𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲.

Non è il prosciutto cotto della Iarc.
Non è la mortadella con 15 ingredienti.
Non è il wurstel che sa di plastica.

𝗘̀. 𝗖𝗮𝗿𝗻𝗲. 𝗩𝗲𝗿𝗮.

E se dietro alla vecchia ricetta "lenticchie e salsiccia" si nascondesse una saggezza antica al Quadrumvirato da tanto fastidio? Già, perchè è così che ci fregano: ci fanno credere che "la carne fa male", quando in realtà è LA LAVORAZIONE che subisce che fa male.

Così comprate i loro sostituti vegetali ultraprocessati pensando di fare la scelta giusta. 🎭

L'ennesima conferma:
𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗹'𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗘̀' 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲.

Nella vostra esperienza, cosa è cambiato quando avete iniziato a distinguere cibo vero da prodotti industriali?

La dieta a sorpresa, c'è la carne che (senza esagerare) allunga la vita I risultati di uno studio evidenzia gli effetti positivi

You don’t just need more fiber—you need different types, experts say 05/02/2026

𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗹'𝗼𝘃𝘃𝗶𝗼: 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲 🔬
National Geographic (gennaio 2026) pubblica un articolo basato su recenti studi che confermano una cosa semplice: non conta solo quanta fibra mangi, ma 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗮 e da quanti alimenti diversi.

Il problema? Il 𝟵𝟳% degli americani (in Italia non va meglio) non raggiunge la dose raccomandata di fibra giornaliera.

La soluzione del Quadrumvirato? Integratori e bevande funzionali fortificate con fibra isolata 💊

Ma poi ammettono: gli studi sugli integratori mostrano "risultati misti", e i cibi vegetali interi forniscono una "complessità nutrizionale" che la fibra isolata non può replicare.
Aspetta... quindi:

🏭 L'industria processa il cibo rimuovendo la fibra (per renderlo più vendibile)
💊 Poi ci vende integratori per compensare la fibra che ha tolto
📰 E gli studi dimostrano che questi integratori non funzionano come il cibo vero

𝗘 𝗻𝗼𝗶 𝗽𝗮𝗴𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗱𝘂𝗲 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲. 𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹'𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 🎪

I ricercatori citano popolazione dell'Ecuador rurale che mangia "relativamente poche fonti di fibra" ma ha microbiomi "incredibilmente diversi". Perché? 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶.

La soluzione? Quella che i nostri nonni applicavano senza leggere pubblicazioni scientifiche: 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼, diverso, non processato. 𝗟𝗲𝗴𝘂𝗺𝗶, 𝗰𝗲𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝘃𝗲𝗿𝗱𝘂𝗿𝗲, 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗴𝘂𝘀𝗰𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗰𝗶.

Nella tua esperienza, cosa è cambiato quando hai iniziato a mangiare più cibi vegetali interi invece di prodotti processati? 🌱

You don’t just need more fiber—you need different types, experts say From oats to beans to chicory root, each type of fiber acts differently inside the body. New research is revealing how fiber diversity shapes the microbiome—and why more isn’t always better.

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