Aspetta Primavera
Fai il viaggiatore, non il turista! Una nuova forma di accoglienza, di condivisione e di ospitalità eco-sostenibile, alla scoperta di luoghi straordinari.
Ti coinvolgeremo nelle nostre proposte
eno-gastronomiche, di conoscenza delle
tecniche di base degli alimenti artigianali. Ti proporremo passeggiate inedite. Ti mostreremo L’Aquila, i suoi Parchi, il
suo fiume, la sua storia. Per noi sarai un
viaggiatore in sintonia con la natura, alla
ricerca anche di tesori agro alimentari naturali
e garantiti. Gusta il nostro approccio di nicchia: segue
la tendenza alla crescita del turismo naturalistico,
invece del chiassoso e troppo
affollato turismo di massa.
Stremati da un lungo viaggio, ci siamo subito sentiti accolti come a casa.
+ La struttura storica e la scelta di arredo con pezzi vintage, d'antiquariato e di recupero è piaciuta a tutti gli ospiti. Ha donato la sensazione di essere ospiti a casa di un amico e l'host ci ha accolti con altrettanta cortesia sincera. Pulito, luminoso, tutto funzionale e in un'eccezionale posizione nel centro storico.
10
5 aprile 2025
Grazie Maria Serena!
03/10/2024
Il 15 Ottobre a Tornimparte dagli amici della Antica Fiera di Tornimparte
Torna l'Antica Fiera di Tornimparte.
Vi aspettiamo, il 15 Ottobre
❤️
27/09/2024
Fotografi dei paesaggi e della natura fatevi avanti!
CALENDARIO 2025 - VIAGGIO NELLA NATURA: IL PARCO SI FA IMMAGINE | Parco Naturale Regionale Sirente Velino CALENDARIO 2025 - VIAGGIO NELLA NATURA: IL PARCO SI FA IMMAGINE (Notizia del 24 Settembre 2024)
21/09/2024
L’Aquila, Italia. Seminario - https://www.zhengongfu.org/it/seminar/l-aquila-italy-seminar-health-with-master-mu-yuchun-15-17-november-2024/
15/12/2022
- L'ultimo, grande, sacrificio ambientale -
La vittima sacrificale questa volta è una valle laterale della splendida Val d'Ayas, conosciuta dai più con il nome di "Vallone delle Cime Bianche".
Verrà immolata a favore di un Dio molto potente, che solo in Italia può vantare oltre 6000 km di piste e 1.800 impianti di risalita.
Questa divinità, come avrete capito, si chiama sci.
Il sacrificio - alla luce delle ultime indescrizioni - è ormai prossimo e prevede la realizzazione, in un'area di grande prestigio naturalistico (fa parte di Rete Natura 2000), di una funivia capace di collegare il comprensorio del Cervino a quello del Monte Rosa, per dare così vita al più grande distretto sciistico d'Europa nonché terzo al mondo. Si parla infatti di 580 km di piste distribuiti in ben cinque vallate.
Non poche testate giornalistiche hanno accolto la notizia con entusiasmo. Qualcuno è perfino arrivato ad affermare che, .
Si giustifica l'intervento promettendo quindi una montagna più "democratica", aperta a tutti, anche ai più pigri.
Una democrazia a ben guardare un po' truccata, perché include solo chi ha la possibilità di acquistare i sempre più onerosi skipass.
Un modo di ragionare incapace di provare empatia per chi, quel vallone, oggi ama salirlo a piedi, avvolto da panorami e silenzi che sfumeranno per sempre con la realizzazione dell'impianto. A queste persone l'infrastruttura verrà "democraticamente" imposta.
Considerato che, come abbiamo visto, il Dio dello sci in Italia può già fare sfoggio di migliaia di chilometri di piste; considerato il carattere energivoro di questa attività economica; considerato anche che i cambiamenti climatici suggeriscono un ripensamento dell'offerta turistica montana, perché non convertire il progetto, facendo del Vallone Cime Bianche un territorio-avanguardia del turismo dolce, imperniato proprio su quelle peculiarità che oggi lo rendono unico? Perché non fare leva sulla poesia e sul fascino in esso già esistenti?
Così facendo la Valle d'Aosta, che di piste da sci non può certo dirsi sprovvista, potrebbe ulteriormente attrarre quelle frange di appassionati (in costante aumento) consapevoli che a volte un po' di fatica può rendere l'esperienza più ricca, appagante e rispettosa del contesto.
Sarebbe un messaggio bellissimo.
di Pietro Lacasella
📷: Annamaria Gremmo
13/12/2022
27/11/2022
- Alpe Devero: benefiche scomodità -
Ormai da qualche decennio si è radicata, tra le fila politiche e imprenditoriali, una convinzione a senso unico: il valore di un luogo è determinato dal suo sviluppo infrastrutturale.
A dimostrare l’esatto contrario è la petizione “Salviamo l’Alpe Devero”, oltre 108.300 firme. Tantissime.
Questa massiccia dimostrazione d’affetto per l’Alpe Devero non rappresenta soltanto il malcontento nei confronti di un progetto, “Avvicinare le Montagne”, di antropizzazione massiccia dell’area a scopo turistico (seggiovie a 6 posti, bacini per l'acqua e cannoni da neve, parcheggi asfaltati, punti panoramici in cemento, ...), ma anche un chiaro messaggio, scoccato negli uffici di politici e imprenditori: una percentuale via via crescente di persone si è stancata di vivere in montagna un prolungamento della vita urbana.
Il valore attrattivo di un territorio è oggi dato anche dalle sue scomodità. Scomodità che obbligano ad esempio ad inforcare un sentiero e a risalirlo con le proprie gambe, invece di divorare il dislivello isolati all’interno di un’asettica cabinovia; scomodità che implicano la conoscenza della montagna e dei suoi repentini cambiamenti umorali; scomodità che donano all’esperienza un vestito originale e soggettivo: qualità molto rara in un periodo storico dominato dall’omologazione.
D’altronde lo sosteneva lo stesso Walter Bonatti: ‹‹Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri, ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre››.
Se uniformate attraverso una robusta opera di infrastrutturazione, tuttavia, queste esperienze svaniranno e a noi verrà in parte tolta la capacità di distinguerci emergendo dalla massa.
Partendo da queste “scomodità benefiche” gli organi decisionali dovrebbero incominciare a ristrutturare l’offerta turistica.
Inoltre, i soldi risparmiati (il costo stimato del progetto è di 43 milioni di euro di spesa pubblica e 130 dell’investitore privato) si potrebbero impegnare per ammorbidire scomodità di natura differente che tutt'oggi affliggono molti residenti delle aree interne, spesso costringendoli a cedere. A partire.
di Pietro Lacasella
📸: Luca Mozzati
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01/08/2023